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La firma del manifesto Slow Fiber nel 2022: presenti i fondatori delle aziende del tessile che hanno dato vita alla rete insieme a Carlo Petrini
Slow Fiber nasce nel 2022 dall’incontro tra Slow Food e un primo nucleo di aziende virtuose della filiera tessile italiana, con la volontà di applicare anche al mondo del tessile i valori del “buono, sano, pulito e giusto”, arricchiti dal principio di durabilità.
Per questo, la scomparsa di Carlo Petrini rappresenta per Slow Fiber la perdita di un riferimento culturale, umano e ideale fondamentale. Petrini comprese fin dall’inizio che il tessile viveva le stesse contraddizioni denunciate da Slow Food nel sistema agroalimentare: spreco, sovrapproduzione, sfruttamento ambientale e sociale, perdita di qualità e di consapevolezza. E vide la possibilità di costruire anche nel tessile un modello alternativo, capace di restituire centralità al lavoro, ai territori, all’ambiente e alla responsabilità delle scelte quotidiane. Sostenne da subito con convinzione la nascita di Slow Fiber, vedendo nella rete un’estensione naturale del messaggio di Slow Food: portare etica, trasparenza e rigenerazione anche nel modo di produrre e vivere l’atto primario “del vestirsi e dell’arredare i nostri spazi”.
In occasione del primo congresso di Slow Fiber, svoltosi a Torino il 7 novembre 2025, a tre anni dalla costituzione ufficiale della rete di imprese, fu proprio Carlo Petrini ad aprire i lavori, sottolineando la necessità di dare al progetto una dimensione culturale internazionale: “Mi auguro che da subito assumiate coscienza che questa idea deve avere una dimensione mondiale. Pur partendo dall’Italia e avendo radici solide nella nostra nazione, deve guardare all’universo, perché il bisogno che realizza la vostra Rete è una esigenza mondiale. Se è stato importante per il cibo, oggi il mondo ha bisogno di una rigenerazione dell’intero comparto del vestirsi. È un comparto che presenta all’umanità una dimensione di spreco di dimensioni bibliche.” E ancora: “Il cambio di paradigma che proponete non è solo una questione da proporre agli industriali, bisogna proporlo all’umanità; la gente deve essere cosciente di quello che si mette addosso, deve sapere da dove viene, come è fatto… la vostra comunicazione deve essere forte, orgogliosa. Vi auguro di riuscire in questa impresa.”
Così lo ricordano Slow Fiber e l’ideatore e presidente Dario Casalini (primo nella foto con Petrini e con Marco Bardelle, vicepresidente Slow Fiber): “La prima volta che abbiamo incontrato Carlìn per la nostra prima assemblea a Pollenzo, la sua energia, il suo carisma, la sua curiosità e voglia di fare ci hanno subito travolti. Non ci sono mai mancati il suo affetto sincero e il suo appoggio, perché aveva colto immediatamente le profonde similitudini tra il mondo del cibo e quello del tessile: gli stessi problemi, ma anche le stesse possibili soluzioni.
Carlìn era sempre giovane nello spirito, faceva tutto con una passione travolgente. Ha creduto tanto e con forza nell’opportunità di portare per la prima volta il suo messaggio lontano dalla filiera agroalimentare ma vicino ai suoi valori… e pensiamo sia stato orgoglioso che dalla chiocciolina rossa ne sia scaturita una verde. Custodiamo bellissime fotografie del percorso fatto insieme (all’Università del Gusto, a Terra Madre, a Ravenna per la visita dei Reali d’Inghilterra, …) a una persona quotidianamente pervasa dai propri ideali: un esempio vivente di coerenza e onestà intellettuale.”
Slow Fiber si unisce al dolore della sorella, dei colleghi, degli amici e di tutta la comunità internazionale che Carlo Petrini ha saputo creare e ispirare. Il suo pensiero continuerà a guidare chi crede che anche attraverso il cibo, il tessile e i gesti quotidiani sia possibile costruire un mondo più giusto, consapevole e umano.
Le redazioni di Intima magazines si uniscono a questo bellissimo tributo, pieno di affetto e di gratitudine, e al saluto commosso delle aziende di Slow Fiber. Buon viaggio, Carlìn
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