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SEI MERCATI, UNICO FENOMENO: LASCESA DI UNA CONSUMATRICE FEMMINILE, GIOVANE, ESIGENTE, IPERCONNESSA E PRONTA A INVESTIRE NELLA QUALITÀ. PANORAMICA E IMPLICAZIONI PER LINGERIE, BEACHWEAR E RESORTWEAR
Se il mercato globale del lusso attraversa oggi una fase di instabilità, il Golfo procede in controtendenza. I Paesi del GCC (Gulf Cooperation Countries) – Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman – compongono oggi uno degli ecosistemi premium più dinamici al mondo. Con una clientela giovane, internazionale, iperconnessa e ad alto potere d’acquisto, il GCC trasforma la lingerie e il beachwear in veri segmenti lifestyle. Tra mall spettacolari, e-commerce evoluto e customer experience di alto livello, un nuovo “hub” del retail premium sta nascendo… nel cuore del deserto.
UN MERCATO FEMMINILE INFLUENTE E ISTRUITO
Il cuore del mercato del Golfo batte ormai al ritmo di una generazione femminile giovane, istruita e sicura di sé. Le donne rappresentano quasi la metà della popolazione del GCC, ovvero circa 25 milioni di consumatrici, e oltre il 55% ha meno di 35 anni. La maggior parte vive in contesti urbani con forte propensione al consumo: Dubai, Abu Dhabi, Riyadh, Jeddah, Doha, Kuwait City, Mascate. Il loro livello di istruzione è notevole: negli Emirati Arabi Uniti, rappresentano oltre il 70% dei laureati universitari e il 60% degli occupati nel settore pubblico; in Arabia Saudita hanno largo accesso all’istruzione universitaria e si affermano poi nei settori hi-tech, marketing e design. Molte hanno studiato a Londra, Parigi, Boston o Toronto, coltivando un gusto preciso per la qualità, il comfort e il servizio personalizzato. Per loro la lingerie non si riduce a un mero capo underwear, è una forma di selfcare e di espressione personale: un lusso che si nutre di fiducia e intimità.
Questa generazione ha anche un notevole potere economico. Il tasso di partecipazione al lavoro raggiunge il 35-45% a seconda dei Paesi, ed è in costante crescita. Negli UAE (United Arab Emirates) le donne sono titolari di 23.000 imprese, pari al 10% del PIL non petrolifero; in Qatar occupano il 37% delle posizioni dirigenziali e in Arabia Saudita la loro presenza economica è raddoppiata dal 2018 grazie alle riforme Vision 2030. Generano oltre il 65% dei consumi di lusso della regione (Chalhoub Group, GCC Personal Luxury 2024), con uno scontrino medio in crescita (+11% sulla moda femminile e +8% su accessori e prodotti personali). Spendono per sé stesse, investendo in beauty & wellness, casa, cura di sé e, per estensione, nella lingerie.
THE COOPERATION COUNCIL FOR THE ARAB STATES OF THE GULF (in arabo: مجلس التعاون لدول الخليج العربيّة)
Noto anche come Gulf Cooperation Council, GCC (in arabo: مجلس التعاون الخليجي), è un’unione regionale, intergovernativa, politica, economica, nonché un’alleanza militare, istituita a Riyadh (Arabia Saudita) nel 1981. Raggruppa Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (UAE).
LO SPAZIO INTIMO: UN TERRITORIO CENTRALE E VALORIZZATO
Nei Paesi del Golfo, lo spazio intimo non è né marginale né secondario: è un pilastro della vita quotidiana, una sfera protetta, valorizzata, in cui si investe profondamente, a tutti i livelli. A differenza delle società “occidentali”, in cui la vita sociale e pubblica detta i codici di riconoscimento e di consumo, qui il cuore dello stile di vita pulsa nella dimensione privata: tra le mura di casa, nella cerchia degli affetti, nell’universo femminile. Questo ruolo centrale dell’intimità non indica una chiusura: al contrario, delinea un luogo riservato, di libertà e di affermazione personale. L’interno della casa, spesso concepito come uno spazio estetico, funzionale e confortevole, è anche un luogo dedicato alla cura di sé, al relax e alla socialità.
È lì che si ricevono le amiche, che ci si concede il proprio tempo, che ci si riconnette con sé stesse. Là dove in pubblico i codici del vestire possono essere regolamentati, la libertà si esprime nel privato, con una raffinatezza spesso inaspettata. Loungewear, profumi, home décor: tutto ha un senso, tutto partecipa a un’estetica del benessere, vissuta per sé, condivisa tra poche intime. Questa tendenza si traduce anche nell’evoluzione dei punti vendita, con la comparsa di cabine VIP, spazi privati e servizi di personal shopper dedicati esclusivamente alla lingerie. Il prodotto non è più trattato come un accessorio, ma come un capo a pieno titolo del guardaroba femminile.
I MOTORI DELLA CRESCITA
I
fattori di crescita dell’area GCC sono molteplici. I governi investono
su larga scala sull’attrattività commerciale, soprattutto in Arabia
Saudita e negli Emirati; le aperture di mall premium sono in costante
aumento e offrono ai brand cornici spettacolari. In parallelo la spesa
aumenta, complici la fiducia dei consumatori, l’elevata disponibilità di
reddito e un turismo di fascia alta, che resta una leva determinante.
Sia pur in un contesto geopolitico instabile, l’afflusso di viaggiatori
altospendenti sostiene il mercato, con una quota significativa di
clienti europei e asiatici, e con un apporto rilevante delle
consumatrici russe, che rappresentano la quota più alta della spesa
turistica.
Gli ultimi dati del report GCC Personal Luxury 2024 pubblicato da Chalhoub Group, attore di riferimento del lusso nella regione, confermano il trend: il mercato del lusso dedicato alla persona ha raggiunto i 12,8 miliardi di USD nel 2024, in crescita del +6% a fronte di un settore in regressione a livello mondiale. Il primo trimestre 2025 ha accelerato ulteriormente, trainato da un +11% per la moda e un +23% per il beauty prestige,
stimolati dall’effetto Ramadan, dall’apertura di nuovi negozi e da
consumatrici locali più attive che mai. A ciò si aggiunge l’ascesa
dell’e-commerce. Le vendite online rappresentano ormai il 13% del lusso
nella regione: meno della media mondiale, ma con una progressione
impressionante.
UNA DISTRIBUZIONE MOLTO CONCENTRATA
A differenza dell’Europa, dove lingerie e swimwear si basano su una rete di negozi multimarca indipendenti, il mercato del GCC è organizzato attorno a un numero ristretto di conglomerati che possiedono o gestiscono portafogli di brand in licenza.
Questa concentrazione deriva dal modello economico locale, fondato su franchising, controllo familiare e investimenti importanti nei mall.
Anche nel settore lingerie e beachwear, i big player regionali si spartiscono il mercato. Alshaya Group (Kuwait) distribuisce Victoria’s Secret, Aerie, Bath & Body Works e H&M in tutto il GCC. Apparel Group (Emirati) gestisce La Vie en Rose, R&B, Aldo, Dune, Charles & Keith e copre la maggior parte dei Paesi.
Chalhoub Group (Dubai) opera con insegne luxury e premium come Bloomingdale’s e Tryano, che distribuiscono Chantelle, Simone Pérèle o Wacoal. Al Tayer Group (UAE, KSA, Qatar) concentra l’alto di gamma attraverso i franchise di Bloomingdale’s, Ounass e Harvey Nichols. Landmark Group copre il segmento della moda accessibile con Centrepoint, Splash o Max. Infine, Jamjoom Fashion (Arabia Saudita) possiede Nayomi, primo marchio regionale di lingerie e homewear. Questa particolare struttura garantisce una forte coerenza del servizio, ma limita la diversità degli operatori. Per i brand stranieri, è al tempo stesso una barriera e una scorciatoia: un solo accordo può aprire simultaneamente più mercati.
LOCATION DI ECCEZIONE
Nel Golfo lo shopping è un’esperienza, un rituale, un’occasione sociale. Il luogo d’acquisto, ancor più del prodotto, esprime un modo di vivere il lusso raffinato e riservato, che implica un livello di servizio senza equivalenti. Negli Emirati, in Qatar o in Arabia Saudita, i mall sono veri luoghi di vita, dove le consumatrici trascorrono ore tra shopping, caffè, fitting e relax, in un contesto ultramoderno in cui la sfera privata è pienamente preservata. È il regno delle grandi insegne monomarca: Victoria’s Secret, Aerie, Etam, Oysho, La Vie en Rose per il segmento accessibile e mid-premium. Il secondo pilastro del mercato sono i multibrand selettivi, dove la lingerie convive con prêt-à-porter e accessori. Da Bloomingdale’s (Dubai, Kuwait), Galeries Lafayette (Dubai, Riyadh) o Tryano (Abu Dhabi), le consumatrici trovano una selezione accurata di brand europei: Chantelle, Simone Pérèle, Wacoal, Hanro, La Perla, ma anche linee Eres o Zimmermann per il resortwear. Nel Dubaï Mall, al Place Vendôme Doha o al Riyadh Park Mall, il fitting diventa un’esperienza a tutti gli effetti, spesso affidata a personale formato in Europa. In un contesto culturale in cui la sfera privata gioca un ruolo centrale, questi spazi offrono un valore aggiunto di intimità che per le clienti è pari alla qualità del prodotto.
UN MERCATO OMNICANALE E ULTRA-ESPERIENZIALE
Sul fronte digitale, la crescita è esplosiva. Ounass (Al Tayer Group) intercetterebbe circa l’80% del mercato e-commerce di fascia alta, con uno scontrino medio superiore a 500 dollari e oltre tre milioni di clienti attive (secondo The Meridio), ma altri attori come Bloomingdale’s.ae, Namshi o 6thStreet offrono oggi un’esperienza paragonabile a quella del retail fisico: consegna express, packaging curato, resi gratuiti e presentazione bilingue arabo/inglese. Cresce l’uso dell’intelligenza artificiale nei percorsi d’acquisto: raccomandazioni automatizzate, prova virtuale, algoritmi di selezione basati sul clima o sulle occasioni di shopping (spa, villa, matrimonio). Il digitale diventa sensibile, intuitivo, conversazionale. Il confine tra esperienza fisica ed esperienza digitale si dissolve a favore di un lusso omnicanale integrato. In questo contesto, la nuova generazione di buyer è fedele se il brand mantiene le promesse: qualità, estetica, comfort, tecnologia, collezioni sempre nuove, storytelling e servizio. Queste consumatrici acquistano tanto online – oltre l’80% di loro effettua almeno un acquisto digitale al mese – quanto in boutique, cercando ogni volta un’esperienza coerente, umana, professionale.
RESORT, IL NUOVO PALCOSCENICO DELLA MODA MARE
L’universo beachwear di alta gamma trova nel Golfo un terreno di conquista incomparabile: clima caldo, resort prestigiosi, spiagge private, hotel cinque stelle, yacht, pool culture e turismo internazionale. Oltre 650 nuovi progetti alberghieri erano in costruzione nell’area MENA nel 2024, per un totale di circa 161.000 camere aggiuntive (fonte Gulf Business). Progetti emblematici come The Red Sea o Amaala in Arabia Saudita testimoniano questa ascesa in gamma che apre la strada a nuove opportunità di retail premium.
GLI STILI PREFERITI DALLE CONSUMATRICI
Il GCC è un crocevia globale: Occidente, Asia, Nord Africa, Paesi del Golfo… Le donne che vivono qui non si somigliano, non acquistano tutte per le stesse ragioni e non hanno gli stessi riferimenti di stile. Ma hanno tutte un punto in comune: sono esposte a standard internazionali che a livello locale hanno fatto propri, adattandoli alle proprie esigenze.
La lingerie premium seduce qui con la sua eleganza strutturata e le sue caratteristiche di sostegno. Le clienti cercano reggiseni full cup, forme coprenti, invisibili sotto l’abaya, ferretti leggeri o brassière seconda pelle, e materiali traspiranti adatti al clima caldo. I tagli minimal o le trasparenze convincono meno rispetto a forme più valorizzanti, lavorate in pizzo stretch, microfibra satinata o tulle doppiato.
La palette cromatica resta piuttosto classica – avorio, cipria, nude, champagne e nero profondo – ma tonalità pastello o metallizzate (rosé, oro chiaro, smeraldo, prugna) guadagnano terreno. I completi (reggiseno + slip coordinato) restano un valore sicuro: il prodotto è percepito, nel suo look d’insieme, come un segno di raffinatezza personale.
In una regione dal clima caldo, la maglieria è una seconda pelle estetica e funzionale, adatta tanto all’aria condizionata interna quanto al fresco della sera. Le consumatrici cercano maglie a trama fine, traspiranti, dalla mano serica (cotone mercerizzato, viscosa, misto seta). Cardigan, tuniche e abiti in maglia sono amatissimi, spesso indossati in sovrapposizione su outfit più aderenti. I marchi italiani e francesi, noti per la qualità di filati e finiture, trovano qui una clientela fedele.
Quanto al nightwear, addio ai capi oversize o troppo lavorati. Le consumatrici sono particolarmente attente ai materiali fluidi – raso, seta, modal, cotone pettinato – e ai dettagli di stile: inserti di pizzo, piping dorati, bottoni in madreperla. Il loungewear si declina in un guardaroba di abiti lunghi e set pantalone + tunica, spesso abbinati a vestaglie leggere.
La cultura del resort, onnipresente a Dubai, Doha o Mascate, plasma qui un’estetica balneare molto specifica: più couture che sportiva, più stylish che rivelatrice. Lo swimwear premium si esprime in due forme: costumi interi dalle linee epurate, sculpting ed essenziali, in colori raffinati e, in parallelo, completi di “modest swimwear” (leggings, top, cappelli da sole coordinati), realizzati in tessuti tecnici di alta gamma. La clientela del Golfo ama coordinare il costume con capi resortwear: kaftani, camicie oversize, pantaloni fluidi, abiti in mussola, cesti intrecciati, sandali dorati. Le maison europee come Eres, Zimmermann, Missoni Mare, Melissa Odabash o Vilebrequin convivono con label locali orientati al “modest luxury”.
UN MOSAICO DI MERCATI DA PRESIDIARE
Ogni Paese del GCC presenta un profilo a sé.
Negli Emirati, Dubai concentra una clientela internazionale ed esigente, mentre Abu Dhabi valorizza il servizio ultra-premium.
In Arabia Saudita, la dinamica è folgorante: la Vision 2030 sta innescando un’urbanizzazione massiccia, con mall nuovi di zecca e turismo nazionale in crescita.
Il Qatar resta un mercato più ristretto, di altissima gamma, orientato all’esclusività.
Il Kuwait conserva una cultura moda estremamente marcata, e le consumatrici sono vere trendsetter.
Bahrein e Oman, più discreti, dispongono di una solvibilità reale ma fanno leva sull’e-commerce più che sul retail fisico.
Tuttavia, su scala regionale, questa diversità rappresenta un vantaggio: ognuna delle sei nazioni offre un portale d’accesso, un terreno di sperimentazione, una logica test-&-learn per i brand pronti ad adattare la loro proposta. Insediarsi nel Golfo significa confrontarsi con elementi strutturali fortemente vincolanti: affitti elevati nei mall, licenze da ottenere, stock da calibrare, partner locali da individuare. Eppure, le leve sono potenti. Il cellulare è l’estensione del dressing della consumatrice. La fedeltà si costruisce sull’esperienza, non solo sul prodotto. Il report Meridio sottolinea come la relazione con la cliente qui vada oltre la semplice transazione: deve offrire una dimensione umana, personalizzata, immersiva, con accesso a club privati, eventi VIP, digital concierge che permettono al brand di anticipare le esigenze.
GCC: LA FASCIA PREMIUM IN NUMERI
• 12,8 miliardi di USD: valore del mercato del lusso personale nel 2024
• +6% di crescita, a fronte del calo del lusso su scala globale
• +11% di crescita per la moda premium nel primo trimestre 2025
• +23% per la beauty prestige nello stesso periodo
• 43%: quota della moda nel segmento lusso dell’area GCC, categoria N°1
• +17%: slancio dello skincare – la più forte progressione in ambito beauty
• 13%: percentuale delle vendite lusso realizzate online (e il digital cresce più velocemente che in Occidente)
• 16%: quota della spesa turistica luxury generata dalla clientela russa
• 15 miliardi di USD: previsione di mercato nel 2027
• 8 nuovi mall premium in fase di sviluppo in KSA e UAE
(Fonti: Chalhoub Group – GCC Personal Luxury 2024)
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