Milano, il 1° luglio 2026, la conferenza stampa di Maredamare, su uno dei tram storici della città, ha riunito giornalisti ed operatori per presentare il salone di luglio ed in particolare la ricerca sul comparto moda mare commissionata da Underbeach e AIMI.
La ricerca realizzata da Sita Ricerca per Underbeach ed AIMI-Associazione Italiana Mare Intimo presenta una fotografia del comparto che si conferma stabile nel 2025, trainato dal segmento femminile con export in surplus per il secondo anno consecutivo.
Dalla ricerca si evince che il mercato italiano del beachwear mostra segni di solidità, con un valore complessivo superiore agli 830 milioni di euro, sostenuto prevalentemente dalla componente femminile e dalla crescita della fascia premium. Questo emerge dalla ricerca “Consumi, export e import dell’abbigliamento mare in Italia 2025”, realizzata da Sita Ricerca per Underbeach ed AIMI – Associazione Italiana Mare Intimo, che rappresenta in modo unitario produttori, aziende ed operatori della filiera intimo, lingerie e beachwear. Lo studio costituisce la prima analisi dedicata esclusivamente al mercato della moda mare in Italia, offrendo una fotografia dettagliata dei consumi, dei canali distributivi e delle dinamiche commerciali che caratterizzano il settore.
Dall’indagine si nota che i consumi italiani legati al beachwear si attestano ad un valore complessivo di 665 milioni di euro, in crescita di circa 29 milioni rispetto al biennio 2023-2025 e in sostanziale tenuta rispetto al 2024 (+0,1%).
Se a questi numeri si aggiungono i consumi dei turisti in Italia, stimati in circa il 166 milioni di euro, il valore complessivo supera gli 830 milioni.
A fare la parte del leone è la componente femminile, che incide per l’80% degli acquisti.
A livello di mercato europeo il beachwear si attesta intorno ai 23 miliardi di euro, con proiezioni di forte crescita che stimano il superamento dei 35 miliardi di euro entro il 2032 (Fonte: Zion Market Research). Anche in questo caso il dominio assoluto delle vendite riguarda il comparto donna, con oltre il 70% del totale. Il bikini rimane il modello più acquistato, seguito dal costume intero, sempre più usato e costruito come “body” da sfoggiare anche fuori dalla spiaggia.
I canali di vendita: più acquisti nelle boutique e meno nell’online
A trainare le vendite sono i negozi fisici, che nel beachwear mantengono un ruolo più centrale rispetto al resto del comparto moda. L’e-commerce, infatti, si ferma sotto il 15% delle vendite complessive, contro una media superiore al 20% nell’abbigliamento. Una differenza che riflette la preferenza dei consumatori per la prova del prodotto e per una consulenza personalizzata, elementi particolarmente importanti nella scelta di un costume da bagno, dove vestibilità e comfort giocano un ruolo decisivo. In questo contesto, a registrare la crescita più significativa sono i negozi multimarca, che nel segmento maschile intercettano il 51,7% degli acquisti e nel segmento femminile guadagnano quasi l’1%.
La crescita della fascia premium
Particolarmente significativa la crescita della fascia premium. Tra il 2023 e il 2025 il segmento ha registrato un incremento dell’11,3% a valore, più del doppio rispetto alla crescita dell’intero mercato (+4,7%). A trainare questa dinamica sono soprattutto gli acquisti dei turisti, l’80% dei quali si attesta sulla fascia premium e che portano il valore ad oltre 200 milioni di euro.
Le stime del resortwear
Accanto al beachwear cresce il peso del resortwear, ovvero l’abbigliamento di fascia alta dedicato alle vacanze e al tempo libero nelle località turistiche (kaftani di seta, abiti lunghi in lino, completi da barca, calzature di lusso ed accessori pensati per la vita fuori dalla spiaggia), che è in gran parte rappresentato dalle grandi griffe. Sebbene non esistano rilevazioni ufficiali dedicate a questo segmento, l’incrocio di dati sul retail moda, sul turismo di alta gamma e sui mercati internazionali consente di stimarne un valore compreso tra 700 e 900 milioni di euro.
Si tratta di un comparto fortemente legato al turismo di lusso, che trova nelle destinazioni iconiche italiane – da Capri a Portofino, dalla Costa Smeralda a Positano – il proprio principale motore di sviluppo. Considerando insieme beachwear e resortwear, il valore complessivo dell’abbigliamento mare in Italia può essere stimato tra 1,4 e 1,7 miliardi di euro, mentre il segmento premium, che intercetta gran parte del mercato resortwear, raggiunge un valore compreso tra 800 e 900 milioni di euro.
Import ed Export
A fronte di esportazioni di 235 milioni di euro per il 2025, in leggero calo rispetto al 2024 (-1,4%), le stime aggregate danno il mercato beachwear globale, comprensivo del mondo resortwear, di circa 1 miliardo di euro in cui le collezioni “cruise”, “resort” o “capsule estive” dei grandi marchi della moda italiana hanno un peso di oltre 600 milioni di euro. Le importazioni da paesi extra EU si attestano invece a 127 milioni di euro (+2,5% rispetto al 2024), mentre quelle da paesi EU sono a 99 milioni (-13,9%). La Cina che si conferma il principale fornitore del mercato italiano con il 16,6% seguita da Croazia (9,7%) e Sri Lanka, al 9,5%.
Dati ulteriori ed elementi addizionali saranno forniti dall’ufficio stampa di fiera durante i giorni del salone.
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