Linea
27 March 2026
Nell'ultimo appuntamento della rubrica Expert (vedi articolo correlato), Helen ha presentato ai nostri lettori un nuovo standard per avere successo oggi, evidenziando la necessità, per i retailer di lingerie, di affiancare all’expertise nel bra fitting un modello di vendita altrettanto solido e un processo strutturato per la gestione degli acquisti e dello stock, così da massimizzare vendite e profitti. In questo articolo ci spiega come applicarlo.
Una premessa è d'obbligo: l'attività di buying nella lingerie è più impegnativa rispetto a quasi tutte le altre categorie moda per via dell’elevato numero di SKU da gestire.
Garantire profondità nelle taglie e nei modelli più richiesti, mantenendo un assortimento sufficientemente ampio da offrire una soluzione anche alla cliente che porta una 1G, senza sforare il budget, non è semplice… o almeno non lo sembra.
Come ogni attività complessa, la gestione dello stock e degli ordini può sembrare un'ardua impresa. La chiave è suddividerla in una serie di passaggi più facili da affrontare. Concentrandosi su uno step alla volta, il processo diventerà presto familiare, fino a risultare naturale come l’ABC.
Questo approccio potrebbe suonare semplicistico, ma i business complessi non richiedono necessariamente soluzioni complesse: spesso sono proprio le soluzioni semplici, facili da memorizzare, quelle che vengono davvero applicate e che producono risultati concreti. In oltre 20 anni di lavoro su acquisti e gestione degli stock, Helen ha sviluppato un metodo efficace, che ha raccolto nella "Guida dalla A alla Z all'acquisto della lingerie". In questo articolo ve ne presentiamo un assaggio. In tre step. Semplice come l'ABC!
Analizzare prima di acquistare: è il punto di partenza. Nel video Helen si concentra su questa evidenza: per i retailer di lingerie fino all’80% delle vendite deriva da appena il 20–30% dello stock. Le realtà meno performanti sono spesso quelle che non comprendono questo dato, e non agiscono di conseguenza.
Molti retailer non dedicano tempo sufficiente all’analisi delle vendite passate e dello stock. Chi non analizza finisce per considerare normale un basso sell-through. Ci si abitua a liquidare l’invenduto come “parte del business”, replicando gli stessi schemi di acquisto — con il risultato di ritrovarsi con un magazzino sempre più saturo.
- Definite il valore delle vendite previste al dettaglio.
- Dividetelo per il mark-up medio effettivo, per calcolare il valore wholesale corrispondente.
- Acquistate circa un 25% in più rispetto a quanto prevedete di vendere.
- Considerate che circa il 25% dello stock vi resterà a fine periodo.
- Se avete un residuo superiore dalla stagione precedente, riducete il budget in base all'eccedenza.
Questo è il budget a vostra disposizione.
A meno che lo stock residuo non sia del tutto invendibile (può succedere anche ai migliori buyer), è fondamentale disciplinarsi a vendere ciò che si ha, invece di accumulare nuovi stock che finiscono per restare in magazzino e immobilizzano capitale.
Se avete reggiseni in una determinata combinazione di stile e taglia che vendono meno di quattro pezzi l’anno, state allocando risorse in modo inefficiente: lo stesso capitale potrebbe generare risultati migliori investito in linee più performanti.
Non ignorate lo stock esistente: il punto di partenza è sapere quali articoli funzionano e quali no. Il che ci riporta alla A!
TIRANDO LE SOMME...
Se vi
ritrovate a lasciare prodotti fermi in magazzino nella speranza che
prima o poi si vendano, o a mangiarvi le mani per aver esaurito già
nella prima settimana le taglie più richieste delle nuove linee, il
metodo ABC può aiutarvi a uscire da dinamiche inefficaci.Per
scoprire l’alfabeto completo dei consigli di Helen, potete scaricare o richiedere la
"A–Z Guide to Lingerie Buying", ora disponibile anche in italiano.
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